Quanto dobbiamo bere?

Quale è il reale fabbisogno energetico di acqua giornaliera?

L’acqua che guarisce: è la cura più antica per una serie di affezioni comuni.

L’acqua è un componente essenziale per il nostro organismo, circa il 65% del peso corporeo, in base all’età e al sesso. L’acqua presente nel nostro corpo deve essere continuamente reintegrata, altrimenti finiremmo soffocati dalle scorie! Basti pensare che attraverso i pori della pelle, senza sudare, perdiamo 1/2 litro di acqua al giorno; con l’attività respiratoria i polmoni consumano 1/2 litro di acqua al giorno.

E’ buona regola bere almeno 1,5 lt di acqua al giorno, perchè, già una disidratazione del 5% può provocare sintomi importanti, come l’alterazione della termoregolazione, la secchezza della bocca, il mal di testa, i crampi muscolari, la debolezza ed il vomito. Non avere la buona abitudine di bere acqua aumenta, inoltre, il rischio di formazione di calcoli renali, colesterolo alto, glicemia alta, ipertensione, obesità e sovrappeso. E’ fondamentale bere molto in caso di sport, di febbre e di dissenteria. Con una carenza di acqua del 10% c’è pericolo di ictus ed infarto. Una disidratazione del 20% è letale per il blocco circolatorio e renale. Una persona normale puo’ resistere circa 3 giorni senza acqua.

Purtroppo lo stimolo della sete arriva quando abbiamo già cominciato a disidratarci. Per prima cosa si riduce il volume del sangue, ed i sali in esso contenuti si concentrano inviando un segnale all’ippotalamo, che a sua volta avverte i reni facendo ridurre l’eliminazione delle urine. Solo dopo tutto questo, i ricettori salivari inviano al cervello il segnale di secchezza della bocca e si attiva lo stimolo della sete!

Un sintomo di disidratazione e’ il colore delle nostre urine: più è scuro più abbiamo bisogno di introdurre acqua nel nostro organismo.

Per calcolare il reale fabbisogno energetico di acqua giornaliera si può applicare questa formula:

peso corporeo x 0,03 = litri di acqua minimi da ingerire giornalmente

Il consiglio è di tenere sempre a portata di mano una bottiglietta di acqua, da poter sorseggiare più volte nella giornata.

 

MEGLIO CALDA O FREDDA?

Si discute spesso se è più dissetante l’acqua calda o fredda. Se nel deserto bevono il tea caldo una spiegazione scientifica esiste! L’acqua a temperatura ambiente, o meglio ancora calda, richiamando più sangue allo stomaco, viene assorbita con maggior velocità e, quindi, disseta di più dell’acqua fredda o gelata.

QUALE ACQUA?

Occorre sempre verificare l’etichetta presente sulle bottiglie. Il Ministero della Salute riconosce l’acqua minerale naturale e non l’acqua di sorgente né l’acqua da bere.L’etichetta deve riportare il nome della sorgente, la composizione analitica, la data e il laboratorio presso cui sono state effettuate le analisi, il contenuto nominale, il titolare del provvedimento di autorizzazione all’utilizzazione dell’acqua minerale e il numero di identificazione del lotto. Le analisi per il rinnovo delle etichette vengono effettuate ogni cinque anni, ma le autorità sanitarie effettuano controlli chimici e microbiologici in tutte le fasi della catena produttiva dell’acqua.

L’acqua che esce dai rubinetti di casa è mediamente di buona qualità. E’ quasi sempre povera di sodio e di sali minerali, può avere il sapore sgradevole del cloro usato come disinfettante. Anchel’acqua minerale potrebbe avere delle sostanze nocive per il nostro stato di salute e allora è consigliabile cambiare ogni mese il tipo di acqua, naturale e minerale, e la marca dell’acqua minerale.

 

COSA E’ IL RESIDUO FISSO?

Il residuo fisso classifica le acque in base ai sali minerali contenuti ed indica la quantità di sali minerali depositati da un litro di acqua minerale fatto evaporare a 180°C.

Le acque oligominerali hanno un residuo fisso di 500 mg/l, contengono poco sodio, e sono indicate ad essere bevute quotidianamente, svolgendo un’azione diuretica.

Le acque minerali hanno un residuo fisso compreso tra 500 mg/l e 1.000 mg/l, contengono un’elevata percentuale di sali minerali e, pertanto, devono essere bevute con moderazione durante il giorno (max un litro/giorno).

Le acque ricche di sali minerali hanno un residuo fisso oltre 1.500 mg/l, contengono un’altissima percentuale di sali minerali e, pertanto, devono essere bevute solo con prescrizione medica.

L’acqua minerale deve essere imbottigliata direttamente alla fonte dove sgorga incontaminata ed è sottoposta a numerosi controlli per verificare e certificare la purezza originaria e le qualità organolettiche.

L’acqua microfiltrata è privata di caratteristiche organolettiche naturali e la sua potabilità dipende dalla qualità e manutenzione dei filtri. Ha caratteristiche igieniche sicure che la rendono indicata per cucinare e non per un uso quotidiano, che priverebbe il nostro organismo dei sali minerali necessari alla salute.

L’acqua effervescente naturale ha un contenuto di anidride carbonica superiore a 250 mg/l. L’anidride carbonica può causare una dilatazione temporanea dello stomaco perché aumenta le secrezioni gastriche.

CHE COS’E’ LA DUREZZA DELL’ACQUA?

La durezza dell’acqua classifica le acque in base al calcio (che riduce i rischi cardiocircolatori) ed al magnesio (che protegge il cuore rilassando le cellule muscolari cardiache) contenuti. Si misura in gradi francesi °F. Un valore più elevato indica un’acqua più calcarea. La normativa attuale raccomanda una durezza compresa tra 15°F e 50°F, equivalenti a 60-200 mg/l di calcio.

Le acque dolci hanno una durezza < 15 °F.

Le acque mediamente dure hanno una durezza compresa tra 15 °F e 30°F.

Le acque dure hanno una durezza superiore a 30°F.

 LE BIBITE POSSONO SOSTITUIRE L’ACQUA?

No, nessuna bibita può sostituire l’acqua che si assimila immediatamente e reidrata immediatamente il nostro organismo: i succhi di frutta, per esempio, contengono diverse sostanze nutritive che devono essere metabolizzate prima che si possa assimilare l’acqua contenuta. Il caffè, il tea, o gli alcolici, dopo l’assunzione, ci provocano lo stimolo della minzione e la conseguente perdita di acqua, che noi, invece, vogliamo assimilare.

 

L’ACQUA CHE GUARISCE

L’acqua che guarisce: è la cura più antica per una serie di affezioni comuni, soprattutto quando ci vuole tempo per l’intervento di un dottore.

Alitosi: bere tanta acqua è fondamentale per eliminare le tossine, pulire lo stomaco e l’intestino e riequilibrare l’acidità dello stomaco.

Diarrea: in caso di scariche frequenti, soprattutto dalla terza in poi, bisogna sorseggiare l’acqua a temperatura ambiente per reidratarci.

Febbre: bagnare una spugna con acqua fredda e appoggiare sulla fronte per qualche minuto, ripetendo l’operazione più volte.

Ferite: una escoriazione della pelle va immediatamente pulita; il ghiaccio, mai applicato direttamente sulla pelle, ma tramite un telo di spugna o di cotone,  svolge una funzione di anestetizzante e di arresto del flusso sanguigno.

Infezione delle vie urinarie: solo nella fase iniziale, bere tanta acqua (3 litri)  sorseggiando continuamente, con la conseguente minzione frequente, aiuta a lavare e diluire l’infezione di germi e batteri presenti nella vescica o nell’uretra.

Mal di gola: i gargarismi di acqua e sale (un mezzo cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua)oppure di acqua e limone (un limone spremuto in un bicchiere di acqua), almeno 2 volte al giorno, danno un immediato sollievo.

Orticaria: un sollievo naturale si può ottenere bagnando la parte irritata con acqua e sale (un mezzo cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua), per ottenere un’azione disinfettante.

Punture di insetto: un sollievo naturale si può ottenere bagnando la parte irritata con acqua e sale (un mezzo cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua), per ottenere un’azione disinfettante.

Raffreddore: per decongestionare le mucose irritate inalare attraverso le narici acqua e sale (un mezzo cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua).

Tosse: per fluidificare il catarro si può usare il vapore dei suffumigi.

Ustione: per ridurre i danni bagnare immediatamente la parte bruciata con molta acqua fredda.

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